Lungo la Via Francigena in Toscana e nell'Alto Lazio la terra degli Etruschi

Lungo la Via Francigena in Toscana e nell’Alto Lazio la terra degli Etruschi

La Via Francigena, conosciuta anche come Francesca, Franchigena o Romea, è la strada percorsa dagli antichi pellegrini diretti alle tre principali mete religiose cristiane fin dall’epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Questa via collegava Canterbury a Roma passando per la Francia, le Alpi, la pianura padana e gli Appennini. Costituiva il ponte tra l’Europa anglosassone e quella latina contribuendo, attraverso il cammino dei pellegrini, alla costruzione di un’Europa di pace.

Di quel pellegrinaggio, Sigerico, arcivescovo di Canterbury, elencò le tappe nel suo diario nel 994, che costituisce il primo documento completo sul percorso. Riconosciuta nel 2004 come Grande itinerario culturale dal Consiglio d’Europa a Canterbury è stato ufficialmente inaugurato il “chilometro 0” della Via Francigena, ovvero il punto di partenza del cammino verso Roma (in particolare degli ultimi 100 chilometri che, partendo da Proceno, attraversa i territori dell’antica Tuscia per raggiungere Roma).

Un percorso, questo laziale, attraverso le vestigia degli Etruschi, crocevia e collettore di tutte le altre strade percorse dai pellegrini, anche quelli diretti verso Gerusalemme che qui dovevano passare dopo essere stati in Vaticano per ricevere il Testimonium, la preziosa cartula che prova l’avvenuto compimento del pellegrinaggio, da Paliano e poi giù fino a Brindisi per imbarcarsi verso la meta finale.

Il primo tratto concretamente percorribile a piedi della via Francigena del Sud è quello laziale che  da Roma si inoltra nella Ciociaria, passa tra i monti Prenestini, Ernici e i Colli Tuscolani per incunearsi nella Valle del Sacco dove, dopo Anagni, passa sulla Via Latina e, superato Benevento, diventa Appia Traiana sino alle coste pugliesi, da dove i pellegrini si imbarcavano e si imbarcano ancora oggi per Gerusalemme. In particolare, il percorso da Paliano fu utilizzato da San Pietro, proveniente da Israele, per raggiungere Roma: dal 1300 diventò l’itinerario dei viaggiatori della fede diretti dal sud della penisola a Roma per i vari giubilei, motivo per il quale sorsero chiese, costruzioni, edicole votive e luoghi di sosta per il ristoro.

Nei profondi valloni, scavati dalle acque che scendono dai rilievi del versante occidentale dei monti predestini, nel tufo e nelle pozzolane, si conservano i resti di antichi acquedotti, vie consolari con i loro sepolcri e monumenti immersi in un ambiente naturale di rilevante interesse.Da Paliano, le tappe del cammino prevedono: Serrone,  Genazzano, Cave, Palestrina, Zagarolo e Gallicano nel Lazio fino all’area archeologica di  Gabii, una delle più importanti del territorio del Comune di Roma che conserva  al di sotto del terreno di campagna le principali strutture e gli edifici della antica città.

Tra i siti degni di nota, da ammirare durante il percorso, la tomba di Sant’Agapito e la chiesa di Santo Stefano a Palestrina, la casa e la Cappella di Santa Maria Goretti a Paliano, le catacombe di San Quirico, il Ninfeo bramantesco a Genazzano, la Chiesa della Madonna del Ristoro e quella di San Pietro nella vicina Zagarolo.

La mappa della Via Francigena del nord parte lungo la Via Cassia da Proceno, stazione di posta fondata da Porsenna nel VI sec. a.C.. Si giunge poi ad Acquapendente,  dove il riferimento principale è la Chiesa del Santo Sepolcro. A seguire, attraverso il territorio di Grotte di Castro, ricco di tombe etrusche,  troviamo San Lorenzo Nuovo. Il borgo attuale, famoso per la piazza ottagonale, deve il suo nome alla risistemazione operata da Papa Clemente XIV nel 1774 per trasferirvi la popolazione di un preesistente insediamento urbano. Erede dell’antica città di Volsinii, il nucleo medievale di Bolsena è circondato dalle sponde dell’omonimo lago.

Tappa obbligatoria per i pellegrini  di tutti i tempi, che si soffermano da sempre a venerare la basilica-santuario di Santa Cristina. Un altro luogo di culto, imperdibile per il pellegrino della Francigena, è la Chiesa del Miracolo Eucaristico. Un miracolo  che si verificò nel 1263 quando un sacerdote boemo che celebrava la messa vide uscire del sangue dall’ostia spezzata. Il miracolo fu alla base dell’istituzione della festività del Corpus Domini nel 1264.
La Via Francigena giungeva poi a Montefiascone, dopo essere passata davanti alla Chiesa di San Flaviano che si trova isolata ai piedi dell’abitato medievale.

Riprendiamo il cammino alla volta di Viterbo. Poco più avanti, dopo i castagneti dei boschi cimini, ecco Caprarola con lo splendido Palazzo Farnese, edificato alla fine del ‘500 dal Vignola su di una preesistente rocca pentagonale realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane. Da vedere assolutamente, al termine della visita, il Parco-giardino retrostante. Scendendo a Ronciglione e visitata l’antichissima Chiesa di Sant’Eusebio, si può andare a Capranica,  soffermando l’attenzione sul la piccola Chiesa di San Pietro e sul Duomo, oppure proseguire per Sutri, porta d’accesso attraversata obbligatoriamente dai romei per entrare a Roma.

In occasione del Giubileo del 1300, Sutri ospitò migliaia di fedeli che vi pernottarono prima dell’ultima tappa verso la Città Eterna. Qui il borgo medievale si formò lungo la strada, nella pianura sottostante le alture della città romana. Da non perdere, per rivivere lo spirito degli antichi romei, una visita alla chiesa di Santa Maria del Parto, originariamente Mitreo dedicato al culto del dio Mitra, per ammirare il grande affresco trecentesco che raffigura la leggenda di San Michele Arcangelo sul Gargano, con una rappresentazione molto veritiera dei pellegrini in cammino verso il santuario della Puglia.

Nell’affresco è riportato dettagliatamente il vestiario dei pellegrini: il mantello, il cappello, la scarsella (un tipo di bisaccia) ed il bordone (bastone per viaggio e difesa). In seguito il Mitreo venne trasformato nella chiesa cristiana dedicata all’Arcangelo Michele. Siamo ormai alle porte della capitale, un’occhiata veloce a Monterosi e il rapido attraversamento della valle del Baccano, con le torri medievali della Torraccia e della Merluzza, ci introduce a poco a poco alla visione di Roma.

Ecco allora che iniziamo a scorgerla, come i viandanti della Francigena, sulla confluenza con la Via Trionfale da quel Monte Mario che diventava per tutti il “Monte della Gioia”, per il compiacimento di essere arrivati sani e salvi nella Città Eterna. Da qui si giunge alla Basilica di San Pietro, la meta finale del pellegrinaggio.

Per maggiori informazioni:

Via Francigena nel Lazio

Via Francigena nella Tuscia

Via Francigena Bicycle Tour